Il protagonismo dei magistrati

E' ancora riservato a ciascuna Camera il potere di autorizzare l’autorità giudiziaria a procedere penalmente nei confronti di un deputato o di un senatore o di procedere all’arresto o ad altri provvedimenti coercitivi della libertà personale anche in esecuzione di sentenza irrevocabile di condanna (art. 68, secondo e terzo comma, Cost.). di Giuliano Amato, Augusto Barbera
8 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 21:29
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E' ancora riservato a ciascuna Camera il potere di autorizzare l’autorità giudiziaria a procedere penalmente nei confronti di un deputato o di un senatore o di procedere all’arresto o ad altri provvedimenti coercitivi della libertà personale anche in esecuzione di sentenza irrevocabile di condanna (art. 68, secondo e terzo comma, Cost.).
La ratio della garanzia, che dà vita alle cosiddette immunità parlamentari è nell’evitare che attraverso pretestuose procedure giudiziarie nei confronti di singoli appartenenti alla Camera, si venga di fatto a turbare la libera esplicazione dell’ufficio parlamentare e, nei casi più gravi, a incidere sulla stessa composizione dell’Assemblea, con evidente interferenza sulla normalità di svolgimento della funzione parlamentare.
La valutazione delle richieste dell’autorità giudiziaria, l’accertamento cioè dell’eventuale ricorrere di una «persecuzione antiparlamentare» che sola giustifica quest’immunità detta della «inviolabilità», spetta preliminarmente ad un organo istruttorio (la Giunta per le autorizzazioni ex art. 68 Cost., art. 17 reg. Camera; la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, art. 19 reg. Senato). La decisione finale spetta alla relativa assemblea.
È da avvertire che l’uso che di questa norma è stato fatto, soprattutto nelle prime legislature repubblicane, non sempre si è limitato a questa ratio di tutela, finendo spesso per costituire una condizione di particolare privilegio per parlamentari così sottratti a processi che non avevano nulla di artificioso o di persecutorio in funzione antiparlamentare. Ma la logica della disposizione costituzionale è quella indicata, tutt’altro che inattuale oggi in presenza di una elevata politicizzazione e di forme di «protagonismo» della magistratura: peccano perciò di leggerezza talune proposte drasticamente abolitive, mentre quel che è necessario vincolare è il rispetto dei termini previsti dagli stessi regolamenti delle Camere e dello scopo specifico ed eccezionale dell’immunità parlamentare.

di Giuliano Amato, Augusto Barbera